Molti cittadini scoprono all’improvviso che il proprio conto corrente è stato bloccato: il bancomat non funziona, i bonifici non partono e la banca comunica l’esistenza di un pignoramento.
Ma cosa significa realmente? È tutto perso? E soprattutto: ci si può difendere?
Facciamo chiarezza.
Cos’è il pignoramento del conto corrente
Il pignoramento del conto corrente è una forma di esecuzione forzata con cui un creditore (banca, finanziaria, privato o Agenzia delle Entrate-Riscossione) chiede alla banca di vincolare le somme presenti sul conto del debitore per soddisfare il proprio credito.
Tecnicamente si parla di pignoramento presso terzi, dove il “terzo” è proprio l’istituto bancario.
Il conto viene svuotato automaticamente?
No.
Un falso mito molto diffuso è che il creditore possa prendere tutto e subito.
In realtà:
- la banca congela le somme presenti sul conto al momento della notifica;
- il trasferimento delle somme avviene solo dopo l’ordinanza del giudice;
- il debitore ha diritto a difendersi e proporre opposizione.
Stipendio e pensione sono pignorabili?
Sì, ma con limiti precisi stabiliti dalla legge.
In particolare:
- se stipendio o pensione sono già accreditati sul conto, è pignorabile solo la parte eccedente il triplo dell’assegno sociale;
- se il pignoramento avviene alla fonte (datore di lavoro o INPS), valgono i limiti del quinto.
Molti pignoramenti sono illegittimi proprio perché non rispettano queste soglie.
Il pignoramento è sempre valido?
Assolutamente no.
Spesso emergono vizi gravi, come:
- mancata o irregolare notifica degli atti precedenti;
- crediti prescritti;
- importi errati o già pagati;
- doppie procedure sullo stesso credito;
- violazione dei limiti di pignorabilità.
In tutti questi casi è possibile impugnare il pignoramento.
Come ci si può difendere?
La difesa passa da una analisi tecnica dell’atto e, se necessario, dalla proposizione di:
- opposizione all’esecuzione;
- opposizione agli atti esecutivi;
- richiesta di sblocco delle somme;
- valutazione di soluzioni alternative (rateizzazione, saldo e stralcio).
Attenzione: i termini sono brevi. Aspettare può significare perdere diritti importanti.
Conclusione
Il pignoramento del conto corrente non è mai una condanna definitiva.
Ogni situazione va valutata nel dettaglio e, molto spesso, esistono margini concreti di difesa.
Se hai ricevuto un atto di pignoramento o il tuo conto è stato bloccato, agire subito è fondamentale.
