Da novembre 2025 entra in vigore la nuova normativa (cd. Decreto Infrastrutture 73/2025, attuato da un decreto del MIT del 29/9/2025) che obbliga Comuni, Province e Regioni a censire tutti gli autovelox. Il risultato è un elenco ufficiale pubblicato sul sito del MIT. A partire dal 29 novembre 2025, infatti, ogni dispositivo di rilevamento della velocità non presente in questo elenco va considerato «non a norma»: di conseguenza le multe da esso elevate non sono valide e possono essere impugnate. In pratica, una multa per eccesso di velocità è valida solo se scaturita da un autovelox regolarmente registrato nella lista del Ministero. I gestori degli autovelox che non hanno comunicato i dati richiesti al MIT infatti devono spegnere i dispositivi: come sottolinea il Codacons, «la comunicazione dei dati… è condizione necessaria per il legittimo utilizzo dei dispositivi» e le multe elevate da apparecchi non censiti «saranno a tutti gli effetti nulle».
Come consultare l’elenco del MIT
Il nuovo elenco è liberamente consultabile online sul portale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all’indirizzo velox.mit.gov.it/dispositivi. Nella pratica, cliccando sul link del MIT si accede a una tabella che contiene tutti i rilevatori censiti: per ciascun autovelox sono riportati marca, modello, versione, numero di matricola, gli estremi del decreto MIT di approvazione/omologazione, oltre alla posizione chilometrica e alla direzione di marcia. Si può quindi cercare direttamente nell’elenco (ad esempio con la funzione di ricerca del browser) il rilevatore che si ritiene abbia generato la multa. Questo significa che chi riceve un verbale di eccesso di velocità può immediatamente verificare se l’apparecchio che ha rilevato la violazione risulta o meno nel database ufficiale. Grazie a questo strumento, ogni cittadino può controllare la regolarità e la posizione degli autovelox presenti sul territorio. (In precedenza le autorità pubblicavano solo liste parziali o calendarizzate delle postazioni fisse; ora esiste finalmente una mappa unica ufficiale gestita dal MIT, aggiornata anche automaticamente con nuove installazioni o disattivazioni.)
Implicazioni per gli automobilisti e scenari di contestazione
Il meccanismo apre diverse possibilità per gli automobilisti sanzionati:
- Autovelox non censito in lista: in questo caso la multa è invalida e nulla. A partire dal 29 novembre, infatti, tutti i dispositivi non presenti nell’elenco… non saranno più in grado di elevare multe valide, che dunque sono da considerarsi nulle. In pratica, se al momento della contestazione il rilevatore non compare nel database MIT, il verbale può essere immediatamente impugnato con successo. Per il conducente è sufficiente mostrare in ricorso che il codice o il luogo dell’autovelox non figurano tra quelli ufficialmente registrati, come confermato dal Codacons.
- Autovelox regolarmente elencato: se invece l’apparecchio compare nella lista ufficiale, la multa va teoricamente pagata, essendo emessa da dispositivo «legittimo» secondo il MIT. Tuttavia ciò non chiude ogni possibilità di difesa: il verbale può comunque essere contestato su altri motivi (ad esempio segnaletica non conforme, errori nella redazione del verbale, verifica strumentale delle immagini, ecc.).
- Questioni di omologazione: va inoltre ricordato che in Italia permane il problema dell’omologazione dei dispositivi. Come rilevato recentemente dalla Corte di Cassazione, un autovelox “approvato” ma non omologato (secondo l’art.142 Cds) non può costituire prova valida di violazione. In sostanza, anche alcune postazioni già elencate potrebbero essere azzoppate da questioni tecniche: secondo i sindacati dei consumatori, quasi il 60% degli autovelox fissi (e oltre il 67% di quelli mobili) non è omologato. In questi casi — pur essendo l’autovelox inserito nella lista — è stata più volte stabilita la nullità della multa.
- Ricorso: in ogni scenario, la via formale del ricorso resta aperta. Se il dispositivo non è in elenco, il ricorso è certo e sempre vittorioso. Se invece è in elenco, occorrerà valutare caso per caso (il verbale riporta tutti i dati dell’apparecchio, e l’ufficio notificatore dovrà dimostrare che si tratta proprio di quello censito). In ogni caso, prima di pagare conviene controllare il portale MIT, all’atto del ricevimento del verbale, l’automobilista non dovrà fare altro che consultare l’elenco online… e verificare l’effettiva presenza nella lista del dispositivo. Solo se il dispositivo figura nella lista e risulta in regola con l’omologazione, la multa è difficilmente contestabile.
Trasparenza e legalità: una “operazione verità”
L’introduzione dell’elenco ufficiale è stata descritta da molti come una vera e propria operazione verità sugli autovelox. Il portale pubblicoe quali dispositivi sono autorizzati ed evitare “sorprese” o abusi. Lo stesso Mini garantisce finalmente massima trasparenza: cittadini e automobilisti possono sapere esattamentstro Salvini ha sottolineato che l’obiettivo è “garantire trasparenza e sicurezza stradale, evitando che gli autovelox vengano usati come strumenti di cassa”. In termini pratici, pubblicare l’elenco significa rafforzare la fiducia degli utenti nella correttezza delle sanzioni: ogni strumento di controllo è ora “sotto i riflettori” della legalità. D’altro canto, impone agli enti locali di essere diligenti (la mancanza di iscrizione rende automaticamente illegittima qualunque multa). In conclusione, questa iniziativa – pur non risolvendo da sola tutte le questioni tecniche (come l’omologazione) – rappresenta un significativo passo avanti per un uso più chiaro e responsabile degli autovelox sulle strade italiane, promuovendo trasparenza, legalità e dunque maggiore sicurezza per tutti.
