Introduzione
La protezione internazionale è uno strumento fondamentale previsto dal diritto europeo e italiano per tutelare chi fugge da situazioni di pericolo, violenza o violazioni gravi dei diritti umani.
L’obiettivo è salvaguardare la persona da rischi reali e attuali, garantendo accoglienza, tutela giuridica e integrazione nel Paese ospitante.
Nel presente articolo analizziamo che cos’è la protezione internazionale, chi ne ha diritto, come presentare una domanda efficace e quali sono i diritti del richiedente secondo l’ordinamento italiano.
1. Che cos’è la protezione internazionale
La protezione internazionale si suddivide in tre forme principali, riconosciute dal diritto dell’Unione Europea e dal D.Lgs. 251/2007:
A) Status di rifugiato
Riconosciuto a chi teme di essere perseguitato nel proprio Paese per motivi di:
razza
religione
nazionalità
appartenenza a un determinato gruppo sociale
opinioni politiche
La persecuzione deve essere seria, personale e attuale.
B) Protezione sussidiaria
Si applica quando non ci sono i requisiti per essere riconosciuti rifugiati, ma il richiedente rischia:
la pena di morte o l’esecuzione
tortura o trattamenti inumani e degradanti
minaccia grave e individuale derivante da violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale
Molti richiedenti provenienti da zone di guerra rientrano in questa categoria.
C) Protezione speciale
È una misura nazionale introdotta per tutelare chi, se rimpatriato, subirebbe:
violazioni sistematiche dei diritti fondamentali
rischio per la vita privata o familiare
mancata protezione da parte dello Stato di origine
situazioni umanitarie particolari
La protezione speciale può essere riconosciuta anche in presenza di un percorso di integrazione importante in Italia.
2. Chi ha diritto alla protezione internazionale
Ha diritto a presentare domanda chiunque:
si trovi fuori dal proprio Paese
tema per la propria vita o integrità fisica
non possa beneficiare della protezione delle autorità locali
abbia subito persecuzioni o rischi concreti in base ai motivi previsti dalla legge
provenga da zone di guerra, conflitto o instabilità politica
abbia subito violenze, sfruttamento, minacce di gruppi non statuali (milizie, clan, bande armate), e lo Stato non sia in grado di proteggerlo
Il richiedente non deve dimostrare i fatti come in un processo penale:
È sufficiente che la narrazione sia credibile, coerente, dettagliata e verosimile.
3. Come presentare la domanda di protezione internazionale
La richiesta si presenta:
presso la Questura competente
oppure manifestando verbalmente la volontà di chiedere protezione in fase di controllo o identificazione
Dopo la formalizzazione della domanda, il richiedente viene convocato dalla Commissione Territoriale, che valuterà:
il racconto personale
il contesto del Paese di origine
eventuali prove o documenti
la vulnerabilità personale
4. Come preparare una domanda efficace
Una domanda è più solida se rispetta alcuni criteri fondamentali:
✔ Coerenza
La narrazione deve essere lineare e logica, senza contraddizioni.
✔ Credibilità
I fatti devono essere compatibili con i report ufficiali internazionali (UNHCR, EASO, Ministero degli Esteri).
✔ Dettagli
Date, luoghi, persone, organizzazioni coinvolte: ogni informazione aiuta.
✔ Vulnerabilità
Devono essere evidenziati:
traumi
condizioni di salute
minori a carico
fragilità di tipo psicologico
integrazione in Italia
✔ Documenti di supporto
Anche pochi documenti possono fare la differenza:
certificazioni mediche
foto
denunce incomplete
documenti religiosi o politici
testimonianze
prove di aggressioni
5. Cosa succede se la domanda viene rigettata
Il richiedente può presentare ricorso al Tribunale entro:
30 giorni dalla notifica del rigetto
15 giorni nei procedimenti accelerati
Il giudice può:
confermare il rigetto
riconoscere una delle forme di protezione
rinviare alla Commissione per una nuova valutazione
6. Diritti del richiedente
Chi presenta domanda di protezione ha diritto a:
soggiornare legalmente in Italia durante la procedura
assistenza sanitaria
accoglienza in strutture idonee
mediatori linguistici
supporto legale
iscrizione anagrafica
accesso al lavoro dopo 60 giorni dalla formalizzazione della domanda
Conclusioni
La protezione internazionale non è un privilegio, ma un diritto fondamentale riconosciuto dall’ordinamento italiano ed europeo per chi fugge da violenze, persecuzioni e situazioni di pericolo concreto.
Una domanda preparata in modo professionale, con una narrazione coerente e dettagliata, può fare la differenza tra il rigetto e il riconoscimento della tutela.
Se ti trovi in difficoltà o hai ricevuto un rigetto, è fondamentale affidarti a un legale esperto in materia, capace di individuare la strategia migliore per il tuo caso.
